• Riccardo Alvino

Artrosi

Aggiornamento: ott 20

L’artrosi è un’artropatia, o malattia articolare, degenerativa e cronica delle articolazioni del corpo; è caratterizzata da un rimodellamento e graduale perdita della cartilagine articolare insieme ad altri mutamenti articolari, tra cui l’alterazione morfologica ossea. Insieme alle lesioni di deterioramento articolare, vi sono delle modificazioni tessutali dei tendini e dei legamenti collegati all’articolazione che possono causare sintomatologia dolorosa. Infatti, è risaputo a livello clinico che il dolore artrosico non dipende strettamente dal danneggiamento cartilagineo ma dall’alterazione biomeccanica dei tessuti molli (muscoli, tendini e legamenti), conseguenti alle modifiche di contatto tra i capi articolari degenerati. L’artrosi è la più comune e conosciuta patologia articolare ed è dovuta nella maggior parte dei casi al logorio e all’invecchiamento fisiologico delle articolazioni. Può presentarsi solitamente nella fascia di età compresa tra i 40 anni e gli 80 anni, ma a causa di problematiche cliniche complesse può presentarsi anche in età giovanile.

L’artrosi colpisce soprattutto le sedi articolari più sottoposte al carico e alla forza di gravità, ovvero le anche, le ginocchia, i piedi e la colonna, ma può anche interessare le mani e le spalle. Il carico statico e dinamico, infatti, non è considerato un criterio assoluto d’inclusione patologica, ma è stato riscontrato che sono le alterazioni neuromotorie e lo stress biomeccanico muscolare e legamentoso ad indurre lesione artrosica che se non trattata degenera nel quadro clinico articolare patologico

Quest’artropatia può essere indotta da fattori di rischio quali: l’ereditarietà genetica, l’obesità, le lesioni articolari, la tipologia del lavoro svolto, lo sport praticato, le malattie circolatorie e alcune forme di artriti. I sintomi più comuni dell’artrosi sono il dolore, la limitazione funzionale e la rigidità al movimento; ma non sempre sono presenti, poiché solo una parte dei pazienti affetti manifesta i sintomi conosciuti. Il trattamento di questa patologia, secondo le condizioni cliniche del paziente, può essere di tipo farmacologico, fisioterapico o chirurgico.

Il trattamento fisioterapico d’elezione si fonda sull’esecuzione di esercizi terapeutici specifici e sull’educazione ergonomica del paziente, abbinandolo, qualora sia necessario, anche alla riabilitazione basata sulla terapia manuale o osteopatica, come le mobilizzazioni e manipolazioni articolari e muscolari, la terapia miofasciale (trigger point) l’utilizzo degli IASTM (strumenti di mobilizzazione assistita dei tessuti molli) e la coppettazione. Può essere usata anche la terapia fisica strumentale come la tecar, la magneto, il laser, gli ultrasuoni e le correnti antalgiche (tens, diadinamica e ionoforesi); che hanno prettamente benefici a breve o medio termine se non associati ad una terapia attiva e passiva opportuna.




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