• Riccardo Alvino

Epicondilite (gomito del tennista) ed epitrocleite (gomito del golfista)

L’epicondilite e l’epitrocleite sono delle patologie localizzate nella regione del gomito. Sono definite tendinopatie inserzionali perché interessano i tendini, provocandone degenerazione strutturale.

L’epicondilite e l’epitrocleite sono due patologie che interessano la regione anatomica del gomito in aree differenti; coinvolgendo muscoli, tendini e legamenti in due zone vicine del gomito. L’epicondilite, o gomito del tennista, interessa l’epicondilo laterale del gomito o porzione esterna; mentre l’epitrocleite, o gomito del golfista, interessa l’epicondilo mediale o epitroclea del gomito sulla porzione interna.





Prendendo il nome dalla porzione ossea di origine, coinvolgono muscoli funzionalmente diversi;

infatti, l’epicondilite colpisce i muscoli estensori del polso e della mano, e i muscoli supinatori dell’avambraccio, mentre l’epitrocleite riguarda i muscoli flessori del polso e della mano, e i muscoli pronatori dell’avambraccio. Entrambe queste due patologie derivano da un sovraccarico biomeccanico che sfocia in dolore acuto soprattutto nella zona del gomito, e che comporta una degenerazione tendinea; definendole quindi tendinopatie inserzionali. Le due patologie tendinee colpiscono maggiormente i soggetti tra i 25 e i 60 anni indistintamente dal sesso; i fattori di rischio dipendono dal tipo di attività lavorativa svolta, dal tipo di sport praticato e dalle

attività di vita quotidiana. Si può quindi generalizzare che, sia l’epicondilite sia l’epitrocleite, sfociano in deficit biomeccanici quando sono sollecitati in maniera costante, ripetuta, innaturale e per un tempo prolungato i muscoli e i tendini delle rispettive porzioni del gomito. Molto spesso vi sono deficit funzionali e presenza di dolore anche nel polso e nella mano, e alcune volte nella spalla; proprio perché i muscoli coinvolti comportano delle alterazioni di movimento in tutto l’arto superiore al fine di poter svolgere l’attività motoria prefissata. Lavori manuali come baristi, cuochi, meccanici, idraulici, video terminalisti e altre mansioni simili sono a rischio per sviluppare queste patologie tendinee. Attività sportive come il golf, il tennis, il tiro con l’arco, il sollevamento pesi e altre attività includono l’incidenza maggiore. Si può affermare che qualsiasi attività, anche quotidiana, che comporti stress eccessivo e ripetuto sulle strutture miotendinee del gomito, del polso e della mano può sfociare in epicondilite o epitrocleite. La sintomatologia comprende: dolore, limitazione del movimento e rigidità di diverse strutture articolari e muscolari (mano, polso e gomito), aumento della temperatura cutanea, formicolio e intorpidimento alle dita e debolezza muscolare. Molto spesso sono consigliati dei tutori specifici e locali per alleggerire il carico muscolo tendineo e dare effetto analgesico, ma il trattamento fisioterapico risulta essere di fondamentale importanza per poter ripristinare le funzioni biomeccaniche e ridurre il dolore.



In queste due patologie tendinee è usato un approccio integrato che comprende: terapia manuale e osteopatica di manipolazione e mobilizzazione muscolare e articolare, terapia miofasciale (trigger point) con e senza strumenti manuali (IASTM e coppettazione), terapia fisica strumentale (tecar, ultrasuoni, laser e elettroterapie) e esercizio terapeutico specifico.

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