• Riccardo Alvino

Fascite plantare

Aggiornamento: lug 22


La fascite plantare è una patologia del piede che consiste in un’infiammazione tessutale che nel tempo porta a degenerazione tessutale dei tessuti molli della pianta del piede. La patologia è dovuta ad un eccessivo stress biomeccanico, e comporta dolore e impotenza funzionale al carico sia statico sia dinamico, del complesso legamentoso situato sulla pianta del piede, il legamento arcuato o aponeurosi plantare. Il quadro clinico di questa patologia è molto eterogeneo, il dolore può insorgere in maniera acuta o progressivamente; localizzandosi in un’area specifica, come il tallone, oppure in una zona più amplia, comprendendo tutta la pianta del piede e anche il polpaccio.


La fascite plantare può presentarsi isolatamente o anche in concomitanza di problematiche diverse, ma biomeccanicamente simili dal punto di vista motorio, come la tendinopatia del tendine di Achille o le deviazioni strutturali e ossee delle dita del piede (alluce valgo), del piede stesso (piede cavo o piatto) o del ginocchio (valgo o varo). È stata riscontrata anche un’associazione tra la fascite plantare e i disturbi di distretti anatomici come colonna lombare e l’anca; contemplati in un’ottica dinamica e statica di atteggiamento del piede nella trasmissione al carico, e alle catene muscolari ascendenti e discendenti. La causa principale di questa patologia è una degenerazione strutturale legamentosa dovuta a microtraumi ripetuti, che sono riconducibili ad alcuni fattori di rischio come: l’obesità, specifiche attività sportive (calcio, danza, corsa, tennis, pallavolo, pallacanestro), calzature inadeguate, attività lavorative che costringono a stare molto tempo in piedi, l’invecchiamento e il sesso (le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini)


La sintomatologia della fascite plantare comprende il dolore sia durante il cammino sia nella stazione eretta, o anche a riposo nelle fasi avanzate, leggero gonfiore nella zona interessata e infine rigidità muscolo tendinea. In alcuni casi possono essere consigliati dei plantari ad hoc, analizzando tramite pedana baropodometrica statica e dinamica le pressioni esercitate della pianta del piede al suolo. Escludendo la soluzione chirurgica, il trattamento conservativo fisioterapico possiede un alto indice di risoluzione per trattare la fascite plantare. La riabilitazione comprende l’utilizzo di terapia fisica strumentale (tecar, ultrasuoni, laser e elettroterapia antalgica) in abbinamento a tecniche di medicina manuale e osteopatica di mobilizzazione e manipolazione articolare e muscolare, terapia miofasciale (trigger point) con o senza l’integrazione di strumenti manuali (IASTM e coppettazione), e infine l’esercizio terapeutico specifico.


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