• Riccardo Alvino

Sindrome del tunnel carpale e tendinopatia del polso

Aggiornamento: ott 1

La sindrome del tunnel carpale e la tendinopatia del polso sono due disturbi che colpiscono la zona dell’avambraccio, del polso e della mano includendo anche le dita. Sono due patologie con origine meccanica simile ma che provocano sintomi diversi perché colpiscono strutture anatomiche differenti. Il tunnel carpale consiste in una compressione del nervo mediano che attraversa una struttura di passaggio presente a livello del polso, il legamento trasverso del carpo, dove sono presenti nervi, tendini e vasi sanguigni; provocando sintomi sia di natura nervosa sia muscolo scheletrica.

La tendinopatia del polso, invece, è una problematica di natura infiammatoria che può sfociare in un quadro degenerativo tendineo e tessutale; colpisce i tendini e i muscoli dal gomito fino alle dita della mano, provocando sintomi di carattere prettamente muscolare e tendineo


Il principale fattore di rischio di queste due patologie è il sovraccarico biomeccanico in attività professionali o sportive, anche se non è da escludere la causa ereditaria. I soggetti più a rischio sono compresi in un’età tra i 25 e i 60 anni senza distinzione di sesso, dipendente strettamente dallo stile di vita. Il tunnel carpale ha una sintomatologia che comprende dolore, formicolio, perdita di forza e, quando si è ad uno stadio avanzato della patologia, anche alterazioni della sensibilità (torpore, formicolio, anestesia). La tendinopatia del polso, invece, comprende dolore, gonfiore o alterazioni della circolazione, rigidità articolare e in alcuni casi anche formicolio se dovesse essere colpito un ramo nervoso a causa dell’alterazioni di movimento dei muscoli e dei tendini. La fisioterapia, in queste due condizioni, può essere un valido aiuto per contrastare i sintomi e ripristinare la funzione biomeccanica compromessa. Sono utilizzate tecniche di medicina manuale e osteopatica come le mobilizzazioni e le manipolazioni articolari, la terapia miofasciale (trigger point), l’utilizzo degli IASTM (strumenti di mobilizzazione assistita dei tessuti molli), la coppettazione e l’esercizio terapeutico. Possono essere abbinati alla terapia manuale anche mezzi fisici come la tecar, l’ultrasuono, il laser, la magneto e le elettroterapie antalgiche (tens, diadinamica, ionoforesi).

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