• Riccardo Alvino

Sindrome femoro rotulea

Aggiornamento: lug 15

La sindrome femoro rotulea è una patologia che interessa l’articolazione del ginocchio nella sua porzione anteriore, in particolare riguarda la parte inferiore del femore e la rotula, un osso particolare e indispensabile per i movimenti del ginocchio che possiede una porzione cartilaginea con la quale si articola con il femore.


La sindrome femoro rotulea può essere causata da alterazioni muscolari, tendinee e legamentose del complesso del ginocchio o di altre articolazioni; oppure da disfunzioni funzionali o morfologiche dell’arto inferiore comprendendo le articolazioni di anca, caviglia e piede. Può essere dipendente oltremodo da problematiche di reclutamento osteomuscolare a partite dalla colonna dorsale e lombare.

La sintomatologia di questa malattia o problematica include: dolore a riposo e in movimento (salire e scendere le scale, accovacciarsi, correre, ecc…) improvvise fitte interne, rumori articolari, rapidi cedimenti del ginocchio durante la marcia e gonfiore anteriore. I soggetti maggiormente a rischio sono sia gli sportivi e sia le persone sedentarie; colpisce soggetti di qualsiasi fascia di età ma è stato riscontrato che le donne hanno un’incidenza maggiore. È stato costatato che la sindrome femoro rotulea può dipendere da un carico ripetitivo, più rilevante ed eccessivo, non progressivo e non bilanciato, che non è supportato dall’articolazione a livello biomeccanico, variando da una persona all’altra, a seconda lo stato neurofisiologico locale presente.

La fisioterapia può risolvere in maniera definitiva la sindrome femoro rotulea, ma esistono anche opzioni di stampo medico chirurgico e medico farmacologico (infiltrazioni articolari) valutando lo stadio evolutivo della patologia e lo stato generale di salute del paziente. In alcuni casi può essere consigliato dal medico o dal fisioterapista un plantare ortopedico ad hoc per il singolo paziente. La riabilitazione consiste in svariate metodiche di trattamento attivo e passivo, comprendendo anche terapia fisica strumentale come: tecar, laser, ultrasuoni, magneto e elettroterapie antalgiche (tens, diadinamica e ionoforesi). La fisioterapia manuale passiva include: terapia manuale e osteopatica come manipolazioni e mobilizzazione articolari locali e a distanza, terapia miofasciale manuale (trigger point) o con strumenti manuali (coppettazione e IASTM) e kinesio taping per indurre un buon reclutamento muscolare e ridurre il dolore. La fisioterapia attiva è una parte fondamentale per la rieducazione osteomuscolare e neurofisiologica nel breve, medio e lungo termine e consiste nell’esecuzione di specifici esercizi terapeutici, anche di rinforzo muscolare, dell’arto inferiore ed eventualmente anche di strutture distanti.



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