• Riccardo Alvino

Tenosinovite di De Quervain

Aggiornamento: set 20

La tenosinovite di De Quervain è una patologia che interessa la mano e il polso, colpendo nello specifico i muscoli e i tendini che muovono il pollice, portando ad infiammazione, deficit funzionale e in seguito anche fenomeni degenerativi.


La tenosinovite di De Quervain è una patologia muscolo-scheletrica che interessa la mano e il polso, colpendo nello specifico i muscoli e i tendini che muovono il pollice e il polso, portando ad infiammazione, deficit funzionale e in seguito anche fenomeni degenerativi strutturali. I muscoli interessati sono l’abduttore lungo e l’estensore breve del pollice che con i loro tendini passano attraverso il canale di De Quervain, una struttura posizionata a livello del polso. Quando si instaura il processo infiammatorio, questi tendini non riescono e eseguire i movimenti fisiologici di scivolamento all’interno del canale, e la compressione biomeccanica seguente genera dolore. Questa patologia origina da un sovraccarico biomeccanico dei tendini del pollice, sollecitati da movimenti ripetuti, costanti e innaturali per un periodo prolungato rispetto al carico funzionale consentito, e variabile da persona a persona. L’eccessivo carico funzionale genera un’irritazione muscolo-tendinea che può sfociare nella patologia se non gestita in maniera efficace e immediata, compromettendo la funzionalità e la componente miotendinea con fenomeni degenerativi che in alcuni casi possono sfociare in problemi più seri.


Bisogna eseguire una diagnosi differenziale con altre patologie, sia tramite la diagnostica per immagini sia con test clinici e obiettivi, eliminando le cause che possono simulare questa patologia come: frattura dello scafoide, frattura del radio, artrosi della mano, rizoartrosi, tunnel carpale. Alcune volte questa tenosinovite può manifestarsi nelle donne in gravidanza. I pazienti affetti da artrite reumatoide possono sviluppare la tenosinovite di De Quervain indotta dai fenomeni reumatici che producono meccanismi disfunzionali e modificazioni anatomiche di tendini e articolazioni. I sintomi di questa patologia comprendono: dolore locale e a distanza, gonfiore locale, rossore locale, rigidità muscolare e articolare, formicolio e torpore sia locale sia a distanza, deficit funzionale che può arrivare fino all’avambraccio. La compromissione biomeccanica non riguarda solamente la zona della mano e del pollice ma può inficiare anche i movimenti del polso, del gomito e della spalla; andando a modificare gli schemi di movimento dell’arto superiore focalizzato sull’attività motoria principale, la prensione della mano. I sintomi funzionali biomeccanici comprendono difficoltà alla prensione, limitazione dei movimenti del pollice, perdita di forza muscolare, difficoltà motorie del polso e del gomito, attività motoria fine delle dita compromessa. Si può affermare che la tenosinovite di De Quervain è in stretta correlazione con i tessuti muscolari dell’avambraccio e può dare origine o essere la causa di epicondilite o epitrocleite. Raramente la causa della tenosinovite può esser data da un trauma locale o distale non trattato, oppure anche da una cervicobrachialgia consolidata. Le attività maggiormente a rischio per sviluppare questa disfunzione miotendinea comprendono tutti quei movimenti finalizzati e funzionalmente stressanti per la porzione anatomica, colpendo sia le persone sedentarie che sportive, sia i lavoratori dinamici che statici; instaurandosi maggiormente nel genere femminile rispetto al maschile. In specifici casi si consiglia il trattamento chirurgico, ma solitamente si sceglie il trattamento conservativo e fisioterapico. Per ridurre la sintomatologia dolorosa durante le attività di vita quotidiana si utilizzano particolari tutori progettati per la porzione anatomica che limitano i movimenti responsabili dell’irritazione tessutale. In riabilitazione è usata, soprattutto nella fase acuta, la terapia fisica strumentale che comprende: tecar, laser, ultrasuoni, magneto, elettroterapie antalgiche (tens, diadinamica e ionoforesi).


Per quanto riguarda la fisioterapia manuale sono eseguite specifiche manovre per plasmare i tessuti coinvolti, servendosi di: terapia manuale e osteopatica come mobilizzazioni e manipolazioni articolari e vertebrali, manipolazione dei tessuti molli con la terapia miofasciale trattando i trigger point e le retrazioni muscolo-fasciali o manualmente o con l’ausilio di strumenti manuali (IASTM e coppettazione), kinesio taping, e a volte anche terapia craniale per apportare modifiche cranio-cervicali. Oltre al trattamento riabilitativo d’elezione elencato precedentemente, ovviamente sono da includere specifici esercizi terapeutici atti a riequilibrare e rafforzare la muscolatura e le articolazioni e arginare la sintomatologia dolorosa; e infine educare il paziente ad una corretta ergonomia nelle attività di vita quotidiana.

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